MAURO

Perchè volontario nel Gruppo Amici Lecco? Premesso che l’essere cresciuto in un territorio da generazioni virtuoso nel sociale, dove dedicare tempo ed energie è pratica radicata, certamente rende tanto spontanea la scelta di impegnarsi in qualche misura quanto ampio il ventaglio di opportunità. Il contatto con il gruppo è avvenuto casualmente, un pomeriggio di qualche anno fa, in conclusione o forse all’apice di un periodo nero su molti, troppi fronti. Cercan...do su internet un’attività che potessi trovare congeniale, eccomi sulla loro pagina. Mi sono reso conto di aver sempre vissuto a fianco dell’hadicap, sempre saputo cosa implica per la persona, ma ancora non all’atto pratico quali fossero le opportunità offerte da enti o associazioni a sostegno di cittadini non autosufficienti. Quindi una prima email di contatto, una telefonata in risposta il giorno seguente, ed un primo incontro nel giro di pochissimo tempo! A quel primo incontro mi sono stati presentati i progetti, le attività, le prospettive e le idee di fondo; ho avuto l’opportunità di parlare schiettamente, ricevere risposta a domande dirette, e ciò che ne è emerso non poteva che convincermi: il gruppo era ed è incentrato sull’idea che debba essere un’attività condivisa da volontari e “ragazzi”, anzichè semplicemente “noi portiamo loro a fare qualcosa”. Il gruppo è laico, e rispettoso delle scelte personali. Il gruppo è... un gruppo: si lavora e si decide come una squadra. Perchè ho virgolettato “ragazzi”: perchè alcuni anagraficamente non lo sono più, ma lo restano nell’interazione, ed è così che si continuerà a chiamarli, fare altrimenti significherebbe mortificare inutilmente.

Una frase poi mi è rimasta impressa e credo sia una delle motivazioni di base di molti, l’ho sentita mentre negli anni ‘90 mi confrontavo con le prime esperienze di volontariato nell’ambito delle tossicodipendenze, durante una chiacchierata con Pierino Gelmini, non ricordandole non posso riportare le esatte parole, ma il significato si: per alcuni il fare qualcosa a beneficio di altri è limitato al mero aspetto economico: una donazione, elemosina, un istante e ci si è messa la coscienza a posto, non si può più sentire questo, invece, dopo aver provato a donare del proprio tempo e, perchè no, le nostre competenze e capacità.

Non ho potuto in seguito non ricordare quelle parole assistendo alla diffusione delle campagne di raccolta tramite sms per uno o due euro in favore di emergenze o calamità, o in tempi più recenti i (diciamocelo) pressochè inutili “mi piace” e condivisioni su facebook, che tramite qualche meccanismo che mi è oscuro, dovrebbero giovare a questa o quella causa. Rimboccarsi le maniche è altro, e genera ben altre soddisfazioni.

Concludendo, in questa associazione credo di aver trovato una delle forme congeniali per dare qualcosa, e certamente riceverne. Che poi parallelamente alle attività si siano anche conosciute persone gradevoli e si siano strette amicizie, non era il fine, ma di certo non guasta!

Esperienza da consigliare? Certo!